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Luciana SAVIGNANO




Milano, 30 novembre 1943 è una ballerina italiana.
Luciana Savignano nasce a Milano nel 1943. Si forma presso la scuola di Ballo della Scala di Milano nella quale si diploma dopo un periodo di perfezionamento al teatro Bolscioi di Mosca. Nel 1968 viene prescelta da Mario Pistoni come solista per il Mandarino Meraviglioso, su musica di Béla Bartók, con il quale ottiene la prima grande affermazione. Nel 1972 diventa prima ballerina alla Scala ed in questo periodo viene notata da Maurice Béjart che la invita nella compagnia "Du XXème siècle" dove interpreta la Nona Sinfonia; è l'inizio di un lungo e fertile connubio artistico: Béjart crea per lei "Leda e il Cigno", "Ce que l'amour me dit" con Jorge Donn, "La Luna", "Duo", "Romeo e Giulietta", "Buaki", "Il Bolero". Consolida e amplia il repertorio che va da "il Lago dei Cigni" alla "Bisbetica Domata" e "Cinderella". Collabora con coreografi come Paolo Bortoluzzi e Jorge Donn, Louis Falco, J. Butler, Roland Petit, Amedeo Amodio, Birgit Cullberg, H. Haley, Uwe Scholz, J. Russillo, D. Foreman, Glen Tetley, Robert North. Nel marzo 1994 Maurice Béjart crea per lei "La Voce" tratta da La Voix Humaine di J. Cocteau. Sempre nel 1994 inizia una stretta collaborazione con Micha Van Hoecke: A la memoire (Mahler), Carmina Burana (Orff), Orfeo (Stravinsky).Dal 1995 collabora con la coreografa Susanna Beltrami con la quale ha fondato nel 1998 la Compagnia Pier Lombardo Danza. Dal 1995 collabora con la coreografa Susanna Beltrami con la quale ha fondato nel 1998 la Compagnia Pier Lombardo Danza. Dal 2009 è uno dei giudici del talent show di Rai 2 Italian Academy 2.

«Volto enigmatico, dolcezza che scaturisce da lineamenti netti, scolpiti; corpo sottile, atletico. Sprigiona da sempre un’aura esoterica. Valeria Crippa, che ha dedicato alla grande danzatrice un bel libro con un’intervista-confessione e un centinaio di fotografie, scomoda André Breton il quale ne L’Arte magica parla di opere che esercitano su chi le osserva una suggestione superiore a quanto possa captare il pensiero tradizionale. La Savignano è, appunto, una danzatrice magica, che molti coreografi hanno utilizzato come totem, come idolo sacro. Come Carla Fracci e Liliana Cosi, è stata uno splendido prodotto della Scala. Ma certo ha sofferto della presenza di quei due fulgidi astri del balletto classico-romantico. Così ha preso un’altra strada, lontana dalle eroine ottocentesche e dai tutù a tulle: la strada dei grandi coreografi contemporanei, Pistoni, Béjart, Petit, Ailey, che le hanno fatto scoprire le geometrie sinuose del suo corpo, una sensualità pura e stilizzata. Ecco lo scandalo della seduttrice-killer nel Mandarino Meraviglioso (1968), le astrazioni di Ce que l’amour me dit, la passionalità di La voix humaine, la divinità orgiastica del Bolero. Avrebbe potuto a quel punto spiccare il volo verso altri lidi, Luciana. Tra il 1973 e il 1978 il Ballet du XX siècle di Maurice Béjart la portò sugli allori in giro per il mondo. Ma lei decise di rimanere radicata alla sua Milano, alla Scala (“il mio involucro, il mio rifugio”), alla madre rimasta vedova. Preferì, a un’ambiziosa e scintillante carriera internazionale, il familiare calore umano» (Alessandro Cannavò).

Luciana Savignano è una delle più stimate divine della danza internazionale.
Nasce a Milano e si forma presso la scuola di Ballo del Teatro alla Scalanella quale si diploma dopo un periodo di perfezionamento al Teatro Bolscioij di Mosca. Giovanissima viene scelta dal coreografo Mario Pistoni come solista per il balletto Mandarino Meraviglioso, su musica di Béla Bartók, con il quale ottiene la prima grande affermazione.
Nel 1972 diventa prima ballerina del Teatro alla Scala. Nello stesso periodo viene notata dal grande coreografo Maurice Béjart che la invita a danzare nella sua compagnia "Du XXème siècle" come protagonista assoluta dei suoi spettacoli. Interpreta con successo la Nona Sinfonia; è l'inizio di un lungo e fertile connubio artistico: Maurice Béjart crea per lei una serie di spettacoli straordinari che divengono pietre miliari della storia della danza contemporanea, tra questi: Leda e il Cigno (con i costumi di Gianni Versace), Ce que l'amour me dit (danzato con Jorge Donn), La Luna, Duo, Romeo e Giulietta, Buaki, e il celeberrimo Bolero su musiche di Maurice Ravel. Con la compagnia di Maurice Bejart Luciana Savignano danza in tutti i più importanti teatri del mondo divenendo una stella di un vero e proprio “jet set” internazionale. Continuando il rapporto con il teatro scaligero Luciana Savignano consolida e amplia il repertorio che va da Il Lago dei Cigni alla Bisbetica Domata e Cinderella titoli tratti dal repertorio romantico che rende propri caratterizzandoli con un interpretazione personale. 
Nella sua carriera hanno creato balletti per lei i più apprezzati coreografi del mondo come Louis Falco, John Butler, Roland Petit, Birgit Cullberg,  Sara Haley, Uwe Scholz, Joseph Russillo, Donlin Foreman, Glen Tetley, Robert North, Paolo Bortoluzzi e Jorge Donn.Nel marzo 1994 Maurice Béjart crea per lei La Voce tratta da La Voix Humaine di J. Cocteau riscuotendo ancora uno straordinario successo di pubblico e critica.
Nello stesso anno inizia la collaborazione con il coreografo Micha Van Hoecke e la sua compagnia “L’ansamble”. Van Hoecke crea per lei gli spettacoli: A la memoire (su musiche di Mahler), Carmina Burana (Orff), Orfeo (Stravinsky). 
Dal 1995 collabora con la Compagnia Pier Lombardo Danza negli spettacoli Blu diablo, La lupa, Jules a Jim, Tango di luna, Il suo nome…Carmen, La forma dell’incompiuto ideati dalla coreografa Susanna Beltrami. Partecipa inoltre allo spettacolo del Balletto di Milano Red Passion, con le coreoghrafie di Cristiano Fagioli.
Luciana Savignano attualmente collabora periodicamente con il Teatro dell'opera di Roma, con il Teatro alla Scala di Milano, con il Teatro Massimo di Palermo.
Tra le ultime importanti apparizioni ricordiamo le danze del Mosè al Teatro alla Scala dove danza al fianco di Roberto Bolle, le apparizioni televisive, i numerosi galà in tutt'Italia.
Dal 2010 è la regina Thalassa di Sheherazade e le mille e una notte balletto creato da Fredy Franzutti per il Balletto del Sud su musiche di Nikolaij Rimskij-Korsakov, spettacolo in tournèe nazionale per la stagione 2010 e 2011.

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