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the Musical "SOFISTICATED LADIES"




SOPHISTICATED LADIES OVVERO LA STORIA DEL DUCA

Sophisticated Ladies nasce tre anni dopo la morte di Duke Ellington da un’idea di Do- nald McKayle, trovando la sua prima ela- borazione in un musical che debutta a Broadway il 6 marzo 1978 con il titolo di “Duke”. Vengono quindi apportati piccoli ma continui cambiamenti, sino ad arrivare allo spettacolo che conosciamo oggi con il titolo di Sophisticated Ladies. Il nuovo allestimento va per la prima volta in scena l’uno marzo ’81 con ancora maggiore succes- so. A dirigere l’orchestra viene chiamato Mercer Ellington, figlio di Duke. Coreografie sfarzose, ballerini, cantanti, attori ma soprattutto le inimitabili musiche ellingtoniane costituiscono le basi del perdurante successo di un musical che è in fondo anche un doveroso omaggio rivolto, a uno dei geni musicali del secolo, da Broadway. Un mondo questo, che non gli è poi così estraneo – si pensi per esempio al periodo del Cotton Club – anche se non riesce mai a coinvolgerlo pienamente. Questo soprattutto perché al Duca interessa soltanto la sua prodigiosa big-band, il suo strumento di gran lunga preferito, forse più dello stesso pianoforte. Per trovare nella sua pur nutrita produzione qualcosa di simile a una commedia musicale, bisogna risalire al 1965, quando la Century of Negro Progress Exhibition di Chicago gli commissiona, per il centesimo anniversario dell’emancipazione dalla schiavitù dei neroamericani, uno spettacolo musicale che va in scena in agosto e viene poi replicato più volte nel corso dell’anno. Intitolata My People, l’opera pensata da Ellington comprende musica, balli e canti. L’orchestra rinforzata da molti solisti ag- giunti è diretta da Jimmy Jones con la supervisione di Billy Strayhorn. Si tratta in definitiva di un insieme di composizioni celebri, fra cui estratti dalla Black, Brown and Beige, e di altri brani composti per l’occasione. Un lavoro quindi molto simile ad un musical, che riflette la vulcanica creatività del Duca.
Sophisticated Ladies, dopo il fortunato debutto del 1981, viene replicato a lungo nei teatri di Broadway e quindi portato in giro, prima per tutti gli Stati Uniti, poi nel Vecchio Continente. È proprio durante una lunga sosta parigina che una delle sue più celebri e fortunate interpreti, Dee Dee Brid- gewater, matura la decisione di lasciare la compagnia per stabilirsi definitivamente nella capitale francese.
Sophisticated Ladies è divisa in due atti che riflettono, simbolicamente, due aspetti della poliedrica personalità ellingtoniana. Nel primo si raccontano gli anni dell’affermazione e del successo, a partire dai fasti del Cotton Club. Si ascolteranno quindi alcune gemme della sua prima produzione musicale, da The Mooche a It don’t Mean a Thing, da Solitude alla finale Rockin’in Rhythm, che chiude con un avvincente crescendo di suoni e di luci la prima parte. Ma nel primo atto si parla anche dell’Ellington più maturo, di quello che non a torto molti critici considerano il suo periodo d’oro (1939/1942).
E così, passando attraverso le suggestive note della di poco precedente Caravan, sentiremo alcune pietre miliari di quella produzione, da Cotton Tail a Don’t Get Around Much Anymore, da Something to Live For alla celeberrima Take the “A” Train, brano di Strayhorn che dal 1941, anno della sua composizione, rimarrà per sempre la sigla dell’orchestra.
Il secondo atto cerca invece di esplorare il mondo più personale di Ellington, tentando di catturarne i segreti attraverso la musica. In fondo è anche un omaggio all’universo femminile del Duca, così importante e sempre presente nella sua scrittura musi- cale. La sensualità, la grazia e la dolcezza di molte sue composizioni non fanno altro che riflettere il suo modo di intendere l’amore verso la donna, offrendo diverse immagini, spesso complementari, delle sue muse ispiratrici.
Qui troviamo quindi languide ballad come In a Sentimental Mood e Dancers in Love, Do Nothing ’til You Hear From Me e soprattutto quella che ha ispirato il titolo del musical, la celeberrima Sophisticated Lady, che verrà proposta proprio alla fine dello spettacolo. Ma il secondo atto offre anche molte altre preziose gemme della produzione ellingtoniana. Basterà qui ricordare, fra tutte, Duke’s Place e Satin Doll, Ko-Ko e Echoes of Harlem, Just Squeeze Me e I Got it Bad And That Ain’t Good.
Sophisticated Ladies ha vinto ben due Tony Awards - il premio più prestigioso assegnato nel mondo teatrale americano - dopo aver ricevuto otto “nomination” nello stesso concorso
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