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ZIZI Jeanmarie in Hollywood Paradise



Recital ZIZI JEANMAIRE
L’artista francese, moglie e musa ispiratrice del grande Roland Petit, nel 1985 sceglie di interrompere una lunga assenza dai teatri italiani che non la vedevano esibirsi dal lontano 1969, portando in scena al Petruzzelli lo spettacolo Hollywood Paradise Entrata appena quindicenne nella sua prima compagnia all’Opéra di Parigi, Renée Jeanmaire detta Zizi (1924) vive l’incontro fondamentale che segnerà la sua esperienza artistica ed esistenziale nel 1944, mentre si esibisce nelle Soirées de la danse al Théâtre Sarah Bernhardt. A notarla è il celebre coreografo Roland Petit che da quel momento formerà con la compagna una coppia indissolubile nella vita e sulla scena ballettistica internazionale. I due si sposano nel 1954; nel 1948 fondano insieme la compagnia dei Ballets de Paris, mentre nel 1972 costituiscono il Ballet de Marseille, oggi Ballet National de Marseille-Roland Petit. Immagine emblematica di una femminilità mordace e maliziosa (interpretò una famosa Carmen coreografata da Petit con i capelli “a caschetto”), la figura della Jenmaire è anche un esempio di versatilità artistica che ha dello straordinario. Danzatrice di impronta classica e accademica, Zizi diventa protagonista del genere, considerato minore, della rivista, con spettacoli in gran parte coreografati dallo stesso Petit (Zizi au music-hall, 1957 e La Croqueuse des diamants, 1960), che sarebbero stati al centro dell’attività del Casino de Paris, da lei stessa acquistato nel 1970 e diretto fino al 1975. In precedenza, la Jenmaire aveva sperimentato con entusiasmo e passione il cinema di Hollywood, recitando in film diretti dal marito e soprattutto ne Il favoloso Andersen di Charles Vidor su coreografie di Petit, con Danny Kaye (1952); e in Quadriglia d’amore di Robert Lewis con Bing Crosby. Il viaggio personale nello spettacolo leggero prosegue con il genere del musical, a partire dal 1957 e sempre sotto la direzione coreografica e registica di Petit (La revue, 1970; Zizi je t’aime, 1972; e più recentemente Gainsbourg, 1995). Il nuovo spettacolo di Zizi Jeanmaire Hollywood Paradise, presentato al Petruzzelli nel 1985, trae ispirazione proprio dalle atmosfere respirate nei music-hall, e dalla antica passione per questo genere tipicamente americano e il mondo del cinema. L’evento riveste un’importanza particolare, in primo luogo perché la breve tournée mondiale dell’allestimento prevede solo tre date, Bari, Parigi e Roma: dunque si sceglie Bari per l’anteprima mondiale. Inoltre, per la coppia Zizi-Roland Petit è l’occasione per sperimentare un percorso di ricerca artistica al di fuori del balletto di Marsiglia, con una sequenza di numeri in cui non si sa se ammirare la sua grazie, la sua eleganza e il suo innato glamour. Lo spettacolo, coreografato da Petit, è come sempre ritagliato e pensato su misura per esaltare la verve e la femminilità “sbarazzina” della Jeanmaire. La stampa approvò questa elegante rievocazione del clima del musical e del cinema hollywoodiano, in uno spettacolo nel quale si mescolano la gioia inventiva della danzatrice e le emozioni di un viaggio sul filo della sua memoria artistica e privata.

QUANDO ZIZI JEANMAIRE AFFASCINO' TUTTA HOLLYWOOD
Nella tournèe la Jeanmaire si sottopone anche al "tour de force" di recitare in lingua italiana. curioso, a questo proposito, notare come lo spettacolo (che dovrebbe essere una carrellata sul passato del cinema americano e degli anni Cinquanta, quando Petit e la Jeanmaire furono invitati a Hollywood per girare alcuni film che sarebbero poi stati di successo) sia dal principio alla fine autenticamente parigino. I paradisi hollywoodiani sono, infatti, filtrati dal gusto e dall' eleganza un po' sofisticata tipicamente francesi. Hollywood si allontana da noi mano a mano in cui Zizì rievoca quell' esperienza a due, recitando, cantando, danzando nei toni a lei propri del music-hall di matrice parigina secondo lo stile di Petit. Al dire della stessa Jeanmaire non ci sarebbe nostalgia per quel tempo passato ma ecco che i toni nostalgici si fanno subito sentire quand' essa canta la sua Parigi e non sa resistere al suo richiamo. In questa "revue" c' è poco Hollywood, c' è molto Parigi e chi si lamenterebbe? Meglio così quando ci sono il brio scanzonato di Zizì, la sua "verve" e il personaggio immutato che si porta dietro da tanti anni: gambe lunghe divaricate, inguainate di nero, la zazzerina nera incollata, braccia e mani che tracciano nell' aria i segni della spensierata allegria, il trionfo delle piume che Zizì ama e nelle quali si immerge. Una parte importante dello spettacolo è sostenuta da Luigi Bonino, sempre più sciolto, soprattutto nel famoso "Cheek to cheek", fra sedie e tavolo in una rincorsa punteggiata di abbandoni e di approcci maliziosi. Bonino si è ormai creato un suo stile. Anche lui, come la sua compagna, si è servito della tecnica classico-accademica come base, ragione prima della sua formazione e poi l' ha trasformata, dissimulata e trasferita in un acrobatismo che ha il fascino discreto della misura, della musicalità, dell' eleganza. Dodici uomini tutti molto bravi, tra cui tre di colore, formidabili e quattro donne animano il quadro intorno ai due protagonisti. Zizì non ha voluto rinunciare ad un momento magico della sua carriera, ad una delle più spiritose invenzioni teatrali di Petit, a quel "Mon truc en plumes" che non si stanca mai di riproporre al suo pubblico più affezionato. Ed è proprio a questo punto che le acclamazioni degli spettatori sono salite di tono.
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